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Gestione Magazzino: Stress Test e KPI della logistica

Gestione Magazzino: Stress Test e KPI della logistica

Non c’è dubbio che quest’anno 2020, con l’emergenza sanitaria in corso (coronavirus), ha messo a dura prova la gestione del lavoro in generale, figuriamoci la gestione del magazzino.

Per questo motivo e per non farsi trovare impreparati in situazioni d’imprevisti, si consiglia fare degli stress test di magazzino periodici.

Stress Test e KPI della logistica

I periodi di stress fanno parte della vita quotidiana, soprattutto dopo l’anno 2008 e le conseguenti crisi economiche generate dai problemi con le banche degli stati uniti e le banche europee. Dovuto a questo, più aziende per prepararsi a eventuali imprevisti creano delle simulazioni di scenari negativi a livello industriale e il settore della logistica non è escluso.

La gestione del magazzino deve essere allenata con strategie logistiche che permettano creare dei piani adatti per superare momenti di imprendibilità logistica che riescano a essere implementati dopo una meticolosa osservazione, soprattutto le condizioni estreme di stress.

Logistica e Magazzino: Parametri essenziali stress test

Per eseguire degli stress test nella logistica e magazzino, servono due parametri essenziali che ti permetteranno di implementare un piano di azione per evitare delle conseguenze negative e preparare l’azienda al peggio. I parametri essenziali da prendere in considerazione a livello logistico sono il “Time To Recover” (TTR) e “Time To Survive” (TTS).

Analizziamo insieme questi parametri:

  • Time To Recover (TTR): Questo parametro si riferisce al tempo necessario per ristabilire la piena operabilità del magazzino;
  • Time To Survive (TTS): Calcola l’autonomia residua del tuo sistema di magazzino nei confronti della domanda prima di arrivare al collasso.

Per arrivare a stabilire questi parametri bisogna tener monitorate le KPI della logistica, ma quali sono questi “Key Performance Indicators” che ti aiuteranno a valutare la strategia della tua logistica e magazzino?

KPI della logistica: Definizione

Per definire i KPI della logistica e prendere dimestichezza con il suo concetto, bisogna capire che il concetto “Key Performance Indicators” viene dalla lingua inglese e che in italiano significa “Indicatori Chiavi di Prestazione”. Questi indicatori non sono altro che dei valori numerici che servono per indicare le prestazioni di un determinato processo aziendale. In termini generali, sono gli indicatori di costi, indicatori di qualità, indicatori di soddisfazione del cliente, indicatori di tempo, ecc.

Nel caso specifico, i KPI della logistica si possono dividere in tre categorie principali e che vanno in ordine temporale secondo il processo logistico “Supply Chain” sono:

  1. KPI della logistica per il monitoraggio dell’approvvigionamento;
  2. KPI della logistica per il monitoraggio dei trasporti;
  3. KPI della logistica per il magazzino.

KPI della logistica per il monitoraggio dell’approvvigionamento

Si riferisce al monitoraggio delle scorte che ci saranno in magazzino, queste possono essere prodotti finiti, prodotti semilavorati e materie prime. I principali indicatori sono:

  • Tasso conformità delle forniture: Valore percentuale della merce o materiale ricevuto che compie con le normative di conformità accordate in contratto col fornitore.
  • Tasso di consegne non conforme/rifiutate oppure non ricevute: Valore percentuali degli approvvigionamenti rifiutati e non conformi con gli accordi intrapresi in contratto col fornitore e approvvigionamenti mancanti oppure in ritardo.
  • Tempo di acquisto delle forniture: Indicatore del tempo di consegna, dall’emissione dell’ordine fino all’arrivo della merce o materiale in magazzino.

I KPI della logistica per il monitoraggio dei trasporti

Questa fase riguarda la circolazione e stoccaggio delle merci, materie prime, prodotto finito o materiale. I principali indicatori per il monitoraggio dei trasporti sono:

  • Tasso di puntualità: il rapporto fra le consegne puntuali e il totale delle consegne per calcolare l’efficienza ed eventualmente ottimizzare il trasporto con strategie nella gestione dei mezzi di trasporto oppure con l’aumento della flotta aziendale.
  • Tasso di impiego della flotta: è il rapporto fra volume di merce trasportata e capacità totale della flotta, utile a capire i gradi di saturazione della nostra flotta di automezzi.
  • Costo trasporto per vendita: rapporto fra i costi totali di trasporto e le vendite realizzate. Questo indicatore ci permetterà di valutare la reddittività dei nostri processi ed eventualmente creare delle strategie per l’ottimizzazione dei processi che ci permetteranno di generare più guadagni.

Monitoraggio logistico: L’importanza degli stress test e dei KPI della logistica

Per concludere questo articolo, vogliamo sottolineare che mantenere un monitoraggio nel trasporto e logistica in modo continuativo ci permetterà di vedere i risultati ottenuti e di prendere consapevolezza della nostra gestione della logistica, trasporto e automezzi. Ci permette di vedere le nostre risorse e punti di forza, così come le nostre debolezze e aree di opportunità.

Tutto questo ci permetterà di attuare un piano di crescita continua e di adattarci alle circostanze dell’ambiente economico, avendo di conseguenza più padronanza e controllo sugli imprevisti.

In FastPlan Software aiutiamo le aziende a mantenere un monitoraggio continuo e in tempo reale sulla gestione della logistica e magazzino, così come un controllo assoluto sul trasporto e la flotta di automezzi aziendali.

Oltre a tutto questo, potrai essere supportato da un consulente specializzato che ti aiuterà a individuare i piani e strategie che ti aiuteranno ad aumentare i tuoi guadagni significativamente.

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SUPPLY CHAIN: Come funziona la catena di approvvigionamento

SUPPLY CHAIN: Come funziona la catena di approvvigionamento

Nell’ambito commerciale, Supply Chain conosciuto in lingua italiana come “catena di approvvigionamento”, si riferisce a un sistema di organizzazione, persone, attività, informazioni e risorse che lavorano insieme per portare un prodotto o servizio al cliente finale.

Il Supply Chain consiste in una serie di attività il cui scopo principale è quello di trasformare materie prime e componenti vari in un prodotto finale. Questo complesso processo va dai flussi di produzione che trasformeranno le materie prime alla logistica distributiva che farà arrivare il prodotto finale al cliente.

Quali sono gli anelli della Supply Chain?

Gli anelli della Supply Chain o catena di approvvigionamento sono le singole fasi che la compongono come approvvigionamento, produzione e distribuzione.

L’approvvigionamento si riferisce al come, dove e quando richiedere le materie prime che serviranno per la fase di produzione. La fase di produzione trasformerà queste materie prime o componenti per avere un prodotto finale per la distribuzione. Quest’ultima fase comporta tutte le operazioni che porteranno alla consegna del prodotto al cliente finale.

Value Chain o catena di valore

Il termine catena di valore (Value Chain) nell’ambito Supply Chain si utilizza per capire quanti anelli ha attraversato un prodotto. Mentre più anelli attraversi il prodotto, maggiore sarà il valore finale accumulato.

Supply Chain Management (SCM)

A tutto il coordinamento delle varie fasi che servono per creare la Supply Chain di un ente o azienda, mirate a migliorare l’efficienza e prestazioni dell’intero flusso di approvvigionamento di risorse così come lo stoccaggio dei prodotti finiti, si conosce come Supply Chain Management (SCM).

Vantaggi della Supply Chain 4.0 in confronto alla logistica tradizionale

Una volta che abbiamo capito cos’è la Supply Chain possiamo fare un confronto con la logistica tradizionale e capire i vantaggi che possiamo ottenere se viene applicata correttamente.

Attualmente è comune sentire il termine Supply Chain 4.0, perché per fare una catena di approvvigionamento efficace, serve che le aziende si aiutino delle diverse tecnologie messe a disposizione dalla trasformazione digitale come sarebbe il Big Data, Internet Of Things (IOT), intelligenza artificiale e machine learning.

Nella logistica di nuova generazione serve avere dati precisi e aggiornati per arrivare a precisioni più accurate, capaci di tenere conto di potenziali imprevisti, apprendendo continuamente degli errori e dalle situazioni che si presentano sul campo. Tutto questo per affrontare le sfide e migliorare continuamente in termine di efficienza.

La logistica tradizionale non può competere con questi nuovi sistemi, giacché si basa su dati storici in possesso dell’impresa e dipende di un aggiornamento continuo da parte degli operatori. Il risultato di non aggiornare i sistemi di logistica e distribuzione ai sistemi attuali, può portare alle aziende a pagare un prezzo molto elevato in termini di efficienza e accumulo di merci e stock.

 

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